57) Engels. Il metodo scientifico.
Secondo Engels il metodo scientifico ha meriti e demeriti: da una
parte esso  in grado come nessun altro di indagare la natura
nelle sue singole parti, considerate isolatamente; dall'altra non
favorisce una veduta d'insieme.
F. Engels, Antidhring (pagine 58-60).

 Una vera scienza della natura data, per, solo dalla seconda met
del secolo quindicesimo e da allora ha progredito con celerit
costantemente crescente. L'analisi della natura nelle sue singole
parti, la ripartizione dei diversi fenomeni e degli oggetti della
natura in classi determinate, l'indagine dell'interno dei corpi
organici nelle loro molteplici conformazioni anatomiche sono state
la condizione principale dei progressi giganteschi che nella
conoscenza della natura gli ultimi quattrocento anni ci hanno
portato. Ma questo metodo ci ha del pari lasciata l'abitudine di
concepire le cose e i fenomeni della natura nel loro isolamento,
al di fuori del loro vasto nesso d'insieme; di concepirli perci
non nel loro movimento, ma nel loro stato di quiete, non come
essenzialmente mutevoli, ma come entit fisse e stabili, non nella
loro vita, ma nella loro morte. E poich questa maniera di vedere
le cose, come  accaduto con Francis Bacon e con John Locke, 
passata dalle scienze naturali nella filosofia, ha prodotto la
limitatezza specifica degli ultimi secoli, cio il modo di pensare
metafisico.
Per il metafisico le cose e le loro immagini riflesse nel
pensiero, i concetti, sono oggetti isolati di indagine, da
considerarsi successivamente e indipendentemente l'uno dall'altro,
fissi, rigidi, dati una volta per sempre. Egli pensa per antitesi
assolutamente immediate; il suo discorso : s, s; no, no, e il
resto viene dal maligno. Per lui, una cosa esiste o non esiste;
ugualmente  impossibile che una cosa nello stesso tempo sia se
stessa ed un'altra. Positivo e negativo si escludono
reciprocamente in modo assoluto; causa ed effetto stanno dei pari
in rigida opposizione reciproca.
K. Marx- F. Engels, Opere scelte, Editori Riuniti, Roma, 1969 2,
pagine 994-995.
